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Alma Aty, luglio 2004

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  In che cosa, per davvero, ho finora addentrato gli occhi e la mente? mi chiedo mentre sto pervenendo alle soglie della Grande Cina, e  mi ritrovo a ritentare di scrivere sulla cuccetta dell' autobus che è fermo ad una seconda sosta esiziale tra  Almaty e Korgos, in mezzo a una distesa circostante di campi a perdita d'occhio, fino alle alture che a Oriente preludono ai monti di cielo, i Tien Shan, o che  ne sono già i primi contrafforti.P1010165.jpg (70412 byte)

 

L' Uzbekistan stesso  è divenuto già un' espansione acquisita dei miei spazi di vita abituali, l'estensione della loro territorializzazione bonificata da ogni apprensione timorosa, entro l'orizzonte di quotidianità dello stesso dove di ogni mio giorno terreno, al tramutarsi, rispetto all' anno scorso,  da meta paventata e intimorente del mio viaggio, nella sola base di ripartenza da cui ho iniziato il  nel solo campo base del reale ad arrischiarmi nel vero e proprio mio tour. nell' itinerario vero e proprio del mio tour.

E nel Kakazistan, che doveva essere solo la terra di un transito il più rapido possibile, ho seguitato a distrarmi da ogni attenzione effettiva, da ogni apprensione emotiva della sua realtà.

 I fregi ellenisticizzanti di Ayrtam,

i Buddha di Feyaztepe, i sogni colti dal vivo delle primavere di Tansiqboev, oppure i fanciulli del sublime desiderio tragico di Usto Momin, P1010047.jpg (182195 byte)sono riapparsi alla vista come delle ritrovate beltà  nei Musei di Tashkent, non altro di più straniante.

Nei Parchi Gorky, e Panfilov,  di Alma Aty, ieri sciamava estenuante la stessa modernità, nelle identiche mode, che è divenuta la vita di ogni città del mondo,.

Me ne sono tratto in  disparte nella cattedrale ortodossa,  la Zenkov, dove stava terminando la celebrazione del rito domenicale,

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giusto in tempo per essere rimbrottato da un'anziana poichè tenevo in testa il cappello, in quanto le mani, che avrebbero potuto reggerlo, erano impegnate nel fotografare la chiusura dell' iconostasi,  tra lo splendore aureo degli officianti e i fumi d'incenso turibolari, benché, per attenuare l'infrazione che sapevo di commettere, il berretto l'avessi arrovesciato,  prima che una bimba visibilmente contrariatissima, alla loro vista irrituale distanziasse in senso orario le candele che nell' accenderle avevo ravvicinato al cospetto di una icona della Vergine, per avvivare in esse l'anima dei miei familiari deceduti.

Nella mia ricerca delle labili tracce di una disparizione secolare, così il solo avvenimento che ha finora trasfigurato l'ora presente  è stato il rinvenimento, nel Museo di Tashkent, delle pietre che recano incise le loro croci, le croci del nestorianesimo, forse il solo superstite segno, in queste steppe, che testimoni che furono percorse e popolate da nestoriani, prima che pervenissero nello Xinjiang.

Andrò alla ricerca ulteriore,  nella Grande Cina, delle successive tracce del loro sospingersi nel Celeste Impero. 

Nel loro rinvenimento, cercando un senso al mio percorso. 

 

 

 

 

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