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IN INDIA E NELLO SRI LANKA NEL 2009

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Lunedi sera la puja di un jantar mantar avrebbe dovuto sottrarre Sumit al malocchio che avrebbe potuto essere stato infertogli da una persona del villaggio cui abbiamo fatto ritorno, perche Ajay e Purti potessero rivedere i loro nonni paterni prima che cominciassero per entrambi le scuole,. Ieri sul tardi era meglio non mancare alla cena offertaci come libagione della puja , non senza che Kailash mi chiedesse i soldi per compensare chi l'aveva imbandita.

Mentre la luna schiariva la sera ed egli poteva farmi il conto delle rupie che mi restavano in tasca. la fede che il mio respiro esalava al cielo era la promessa di fedeltà a lui, a Vimala, e ai bambini, che devo ripetermi ogni giorno, quietando ogni assillo di essere in India senza visitarvi più niente, nel trascorrere/passare dei giorni trascorsi e seguenti che precedono il parto, il sacrificio perenne della mia yagina per loro la sacralità che assume ogni azione, ogni mio intento, ogni atto in cui il mio essere ad essi si dona, per quanto gli è possibile permanere libero, fa della condivisione della loro vita la partecipazione dei suoi giorni, l'appagamento di avere vissuto ed agito, e di essere morto e rinato , più che mai, rispetto a ciò che il mio essere è stato di orribile e umano, che tanto più torna a infestare di notte i miei sogni,quanto più me ne distanzio ogni giorno ulteriore qui in India, appagato dal senso quietante che non può più essere altrimenti, se non fuggo dal campo di battaglia, il Darmakshetra, delle responsabilità che mi sono assunto nella ridda dei giorni, tra i bambini che si sono appena risvegliati , distaccandomi dallo scrivere ancora, intenti al compito di servire la colazione, di recarsi a scuola, o che gridano, si richiamano, ignari che nelle mie mani sono consegnati i loro giochi e quaderni, tutto quanto ciò di cui godono .


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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