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IN INDIA E NELLO SRI LANKA

NEL 2009

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Oggi mi aspetta la strettoia del mio rientro in India, per il quale devo affidarmi al biglietto di rientro di cui già dispongo ed al modesto gruzzolo che mi è rimasto.

Sulla rupe ventosa di Sigirya si è di fatto conclusa nel pomeriggio di ieri la mia escursione nello Sri Lanka, splendida la veduta, ovunque dall'alto spaziasse la vista sulla giungla sottostante fino ai rilievi all orizzonte, come in un Paradiso perduto dopo il peccato originale.

Tra le sterminate boscaglie lumeggiavano specchi d'acqua, fresche distese di verde per il pascolo di animali che fossero appena usciti dalla creazione, mentre i tralicci dell'alta tensione, le bianche vestigia di spersi ciottages, tracce di coltivazione, i sottostanti giardini uguali nella loro simmetria civilizzatrice degli elementi, vi significavano la consumazione di quanto l'avvento dell uomo vi aveva già consumato, seguitava a compiervi e a commettere. Negli affreschi sottostanti le divine apsaras stesse comparivano nelle puttane celesti in cui le aveva trasmutate un'arte facile e corriva.

Per quanto mi atteneva, l'amarezza per il furto patito e per i rincari che subivo ad ogni transazione seguitava a mescere il suo disgusto con l'esaltazione fisica e mentale, con la benedizione che rivolgevo a Dio per quanto il mio corpo era stato in grado di compiere, gradino dopo gradino, nell'erta dolorosa che ne rinnovava ad ogni passo la pena artrosica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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