In Aurangabad

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"You are like coconuts,  bad outside, but good inside, "così dicendomi Kailash, di ritorno dalla stazione ferroviaria di Aurangbad, dove avevamo  fatto il return ticket  nel M.P., si è riferito  alla mia ruvidità con i medicanti ed i procacciatori indiani., quando gli ho spiegato le  ragioni per le quali pur facendo puntualmente l'elemosina ai vecchi questuanti, che non hanno più possibilità di cambiamento della loro esistenza, ero così scontroso nei miei modi.

A gesti, ed  a parole, indirizzandoli a chiedere l'elemosina ai benestanti indiani prima che a ogni altro, a non  inscenare la loro miseria sempre e soltanto per  il turista occasionale..Come se gli stranieri fossero sempre degli Ali Baba,  sempre in obbligo di dare un obolo ad ogni indiano povero,  e non fossero gli indiani ricchi i primi a dover provvedere loro.

E poi, è perchè dà del denaro, e solo se dà del denaro, che uno straniero è una buona persona?

Che cosa resta all' India, di quanto gli stranieri vi investono, nell' elettronica, nella farmaceutica,  nelle biotecnologie, attratti dalla convenienza che in  in India i salari  costano loro un decimo che in Europa o in America?

Ai bambini che elemosinavano, poi,  quando cedevo alla loro sollecitazione implorante, rendevo il lascito delle mie rupie  una concessione  quanto mai  sgradevole, perchè avessero a ripensarci più volte prima di  elemosinare ancora.

K, stesso, quella notte, mi avrebbe spiegato dal suo punto di vista di hindu, perchè la durezza di cuore sia ciò che è lecito attendersi da un ricco indiano, ed ogni loro minima elargizione sia ricevuta come una  grazia,  laddove ogni lascito europeo è un obbligo dovuto di cui si è di fatto irriconoscenti.

"Lo sai, perchè ci sono le persone che si trascinano senza mani e piedi,  e vivono nella povertà, per strada?

Per le loro cattive azioni in una vita precedente, ovviamente. Per il cattivo karma. che così  produssero." Era tutto così ovvio,...

 Ed è per lui ugualmente ovvio che cosa  si verifica,  automaticamente,  se l'agire è un buon karma 

"Se agisci bene, è" good karma e  hai  "good Karma". Dai tu da mangiare l'erba, in Khajuraho, ad  una mucca che si avvicina a te perchè ha  fame ? Se andrai a Jhansi  e ne avrai bisogno, tu avrai fame,  ci sarà chi ti darà da mangiare. E 'automatico, automatico....".

E stato assurdo ch'io l'abbia cristianamente tacitato, nell'oscurità che è calata  in camera, ov' è rimasto pensoso in silenzio nell' altro  letto, replicandogli che il good karma che occorre ricevere è la grazia di seguitare a volere il bene pur ricevendo in cambio il male del  torto e dell'offesa.

 Aveva  sempre seguito il dharma e  aveva  sempre  avuto  avuto tutto, anche prima di me, e senza il  mio  aiuto  Un  lavoro, una moglie, i  suoi   bambini. No?

Di certo è il suo cuore così fiducioso e convinto dei che è più accetto,  se chiede aiuto agli stipiti che lambisce del divino.

Ed è nella sua intercessione preso Lord Shiva, che seguito a confidare più che nelle mie invocazioni di uno stato di grazia

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