Le quattro nobili verità

Varanasi, 12 luglio 06

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Mentre su Benares e nel Gange stava cessando di piovere, e oltre i pinnacoli e  gli stendardi dei templi adiacenti, dal vicino Gath di Manikarnika  i fumi dei roghi delle cremazioni seguitavano a levarsi  nell' umidore  balsamici della fragranza di sandalo ,  standocene  seduti, io e  K.,  l'uno di fronte all' altro sulla veranda della Scindhia Guest house, 5benares 022.jpg (1082254 byte) poc'anzi ho tentato di spiegare al mio amico le quattro nobili verità che sono la realtà vivente del pensiero di Buddha,  prima di recarci questo pomeriggio nel parco di Sarnat, dove per la prima volta furono enunciate a degli uomini che ne fossero i seguaci.

Traendo soccorso dal volume, che mi  sono portato appresso, della storia delle religioni curato da Filoramo,  ho attinto al lessico sanscrito e hindi perchè K potesse comprendermi, lo stesso lessico di parole significanti il sacro quali aaarti, asnan,  di cui gli avevo già chiesto il  senso, e che avevano trovato riscontro in quanto ci era accaduto, quando, all' atto di distaccarci dalla sua famiglia, mi sono sciolto in un nodo di pianto alla vista di ho visto sua madre che lo benediceva ponendogli le mani sul capo, e ho visto il mio amico toccarle i piedi per attingere da lei, con  l'ashirwad, la forza della grazia di vita che la madre ha sacralmente acquisito, anticipandolo nell' esistenza  e trasmettendogliela 

 

(E' la superiorità che K riconosce a me stesso,  in ragione del solo fatto che di lui sono più anziano, al punto che mi ha detto che non vuole fare che ciò che io voglio, e che mi ha dato il consenso a che  finanche  lo picchi,  se seguita a non capire che spreca e dissolve il mio aiuto, fin che non impara a risparmiare o a spendere al meglio il denaro che gli verso.)

ha lasciato la moglie, e la figlioletta e il suo bambino nella sua nuova casa in affitto,  dotata di frezeer, televisore e climatizzatore, senza avere ancora una canottiera di ricambio, e che il paio di scarpe che gli ha prestato il fratello.

Ero io il bastonabile, piuttosto,  quando sul far dell' alba del giorno in cui siamo partiti per Benares, gli ho puntato l'indice contro,  al suo risveglio, nel letto accanto, della stanza  migliore dell'albergo in cui  lavora in Khajuraho, dopo che non avevo chiuso più occhio durante l'intera notte, ed avevo già completato di fare i bagagli per  partire senza di lui,  per il solo fatto che mi aveva detto che  gli pagassi gli abiti che si era già comperato senza  chiedermelo prima, non disponendo che di due paia di pantaloni, di una maglietta, di una  camicetta.)

"Per Buddha la vita, ogni vita, la mia vita, - ho iniziato ad esporgli, - la tua, quella di tua moglie, dei tuo figli, è dukkha .

Già quando nasciamo, the life is dukkha, per il bambino che nasce, nel suo primo respiro,  come per la madre  nel dargli la vita.

Quando diventiamo vecchi,  come io sono già, la vita è dukkha,  e così dicendo ho alluso alla mia gamba artrosica, che ripercorrendo  i Gath,  nello loro scalinate, ieri mi ha fatto talmente soffrire e  più volte cadere.

" Some time, yes"

" not, very frequently the life is dukkha,

"Se abbiamo una moglie, degli amici, dei figli, proprio per questo la vita è dukkha, perchè ci piace stare insieme a loro e dobbiamo separarci,  io ora da mia madre, mia madre da me. ( e K ha compreso quanto per me lei abbia dell' attaccamento,  poichè mi ha cercato sul suo cellulare in Khajuraho, - tu da tua moglie, da tua madre, dai tuoi bambini.

Abbiamo paura di perdere i nostri cari, e stare insieme è  veramente  difficile.

Se viviamo,  ogni giorno ci angosciamo, patiamo soka, oppure  abbiamo cattivi pensieri, daurmanasya,  quando non ci lamentiamo, o soffriamo upayasa, la perdita di forze."

Lo stillicidio della pioggia veniva cessando, i pellegrini  si riaddensavano nei chioschi delle pujas, 8benares850.jpg (560764 byte) ed io ho cessato il leitmotiv della pena di vivere, per passare alla seconda delle nobili verità di Buddha.

"Per Buddha noi soffriamo perchè sentiamo trsna, sete delle cose che vogliamo, noi vogliamo averle,  per provare Kama di esse,  e vivere è cercare di avere kama : kama di stare con i nostri cari, kama  come io e te di andare nel Nepal, insieme, kama di godere di tutte le cose che abbiamo, Kama, desiderio delle cose che vogliamo.

"E' kama ogni vita, ogni Bahava."  La parola mi era suggerita dal libro di cui ripercorrevo le pagine, per fargli attingere la terza delle nobili verità.

E La sua replica, al mio uso del termine, mi lasciava intendere che stava comprendendo ogni cosa, mi agevolava a fargli comprendere  ancora di più

"The bahavi, the sadu...

3benares012.jpg (1029933 byte)"Sì, ma la vita di un sadu ci insegna , come quella del Buddha,  che è possibile vivere senza più dukkha,  senza più la trsna del Kama.

Come il Buddha un sadu  non soffre perchè non ha più niente, non ha più moglie, non ha più figli,  ha lasciato la famiglia e gli amici e vive di niente. No more trsna, no more Khama. Il vero sadu, che non chiede bakshish, -come ci  eravamo già  trovati d'accordo a sostenere, -  che non cerca  di parlare con nessuno,  è sorridente/ è  tranquillo, e non è preoccupato,  senza più niente, vivendo da solo nella foresta come in mezzo alla folla, qui a Benares.

Ora puoi capire che in che cosa il dharma è lo stesso, nel buddismo e nell' induismo. Vedrai, nel Nepal,  quanto spesso il buddismo e l'induismo mescolano le loro acque il buddismo è lo stesso che  l' induismo,   l' induismo che il  buddismo .

 Aveva  inteso, aveva inteso, mi ha fatto cenno l'amico:

" Nothing, and no more dukkha", e per esprimere la sua comprensione ha assunto i mudra di un sadu, gli stessi del Buddha, ed ha iniziato la sua preghiera interiore, nell' impermanenza che volgeva al sereno del cielo di Benares.

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